Quattro talenti e un volo per Toronto

Quando è il palco a chiamare, in pochi resistono alla tentazione. Autunno 2013. Il Cassero LGBT center di Bologna organizza il contest Talent Shot Race, una competizione aperta a chiunque desideri mostrare il proprio talento e vincere l’occasione di volare a Toronto per il World Gay Pride in estate con la compagnia aerea KLM. Come da previsione le iscrizioni fioccano. L’ambiente festoso -ogni performance si svolge durante la vivacissima serata del Mercoledì- , il premio non da poco, il desiderio di mettersi in gioco davanti a una comunità calorosa ed esuberante: queste le motivazioni che spingono i concorrenti a prendere parte alla sfida. Con tanta voglia di vincere ma soprattutto di condividere la propria passione con gli amici di sempre e nuovi volti che affollano uno dei locali più frequentati della nightlife bolognese. I mesi passano e la competizione si fa sempre più calda. Maggio 2014. Sono rimasti quattro partecipanti, quelli che si esibiranno il 28 Maggio nella finale del talent: un vero e proprio evento sotto le stelle in cui uno di loro potrà essere incoronato vincitore. I loro nomi sono Riccardo, Michela, Claudia e Luquisha. E prima della battuta finale si sono fermati a rispondere a qualche domanda per me. Cosa mi hanno raccontato lo scoprite qui sotto, intanto colgo l’occasione per ricordarvi l’appuntamento Mercoledì al Cassero per gustarseli dal vivo. Credetemi, ne vale la pena. 


 RICCARDO
      “Sono un bolognese DOC. Musica e danza significano vita per me. Insegno ballo a grandi e piccoli e   cerco di trasmettere loro la passione che ha accompagnato me sin da quando a 18 anni, sbirciando di nascosto una lezione, mi sono innamorato di questa meravigliosa disciplina”.

A Talent Shot Race ogni concorrente ha sfoggiato il proprio talento. Quando hai scoperto il tuo e come?

Il mio approccio al mondo della danza è stato veramente particolare. A 18 anni mi sono ritrovato casualmente a spiare una lezione di danza. Per curiosità decisi di provare e da quel momento non mi sono più fermato. La danza ti travolge come un treno a tutta velocità e poi non ti lascia più. Sono stato molto fortunato, la mia passione si è anche trasformata in un lavoro e così…eccomi qua!

L’arte oltre che ad appassionare e a divertire è sempre stata un potente mezzo di sensibilizzazione alle tematiche sociali. A te quale messaggio piacerebbe comunicare al tuo pubblico?
Non ho un messaggio in particolare se non quello che la danza e la musica sono di tutti e per tutti. Ballare fa bene al corpo e allo spirito, e questo è ciò che cerco di far capire ai miei allievi mentre insegno. Danzare può aiutarti a vivere meglio, provare per credere!

L’esperienza della gara: impressioni, emozioni, aspettative di un finalista.
L’esperienza a Talent Shot Race è stata veramente emozionante. Anche inedita se devo dire la verità: abituato a lavorare e ballare con la mia compagnia, trovarmi solo su quel palco è stata un’esperienza pazzesca. Mi aspetto solo che il pubblico sia felice e si goda un gran bello spettacolo. 

Il vincitore volerà a Toronto in occasione del World Gay Pride. Se fossi tu ad organizzarlo a quali artisti faresti calcare il palcoscenico?
Se potessi scegliere io chi far esibire sicuramente punterei su artisti italiani, emergenti e non. Abbiamo molti talenti ai quali purtroppo non viene riconosciuto il giusto spazio e successo. Un esempio? Levante, una cantante torinese che io trovo incredibile! E perché no, magari con corpo di ballo. Mi candido con i miei ballerini!

      Lasciaci con il tuo messaggio (o avvertimento) per gli avversari.
      Che il 28 vinca il talento. Sarà una gara dura ma sicuramente molto avvincente!
MICHELA
“Credo di essere nata cantando. Nella mia famiglia la musica è una questione genetica e per me significa tutto. Ogni suono, ogni rumore. Vivo, respiro musica costantemente. Non c’è niente di più importante per me”.

A Talent Shot Race ogni concorrente ha sfoggiato il proprio talento. Quando hai scoperto il tuo e come? Il canto è una passione che ho coltivato sin da piccola. L’ho ereditata da mia madre e col tempo ho capito che è ciò a cui vorrei realmente dedicarmi per tutto il resto della mia vita.

L’arte oltre che ad appassionare e a divertire è sempre stata un potente mezzo di sensibilizzazione alle tematiche sociali. A te quale messaggio piacerebbe comunicare al tuo pubblico?
     Non esiste limite ai messaggi che si possono esprimere cantando. In un modo o nell’altro la musica raggiunge tutti, che lo si voglia o no, e questo è positivo perché molte tematiche sociali si ritagliano il loro spazio attraverso questa meravigliosa arte. Voglio trasmettere emozioni a chi mi ascolta, e sentire il pubblico che canta con me è un’emozione unica. 

L’esperienza della gara: impressioni, emozioni, aspettative di un finalista.
      Ho imparato a credere in quello che so fare, a confidare nelle mie potenzialità. Ho condiviso momenti unici con il pubblico. Credo di poter vincere, ma se così non fosse sarò felice comunque. E’ stata un’esperienza irripetibile. Gli altri ragazzi sono bravi e chiunque vinca se lo sarà meritato davvero. 

Il vincitore volerà a Toronto in occasione del World Gay Pride. Se fossi tu ad organizzarlo a quali artisti faresti calcare il palcoscenico? 
        Mi piacerebbe vederci Cher, Lady Gaga e Rihanna. 

       Lasciaci con il tuo messaggio (o avvertimento) per gli avversari.
      Eccoci arrivati alla fine. La vera guerra inizia adesso, tutti sull’attenti!

CLAUDIA
“Il mio sogno è vivere di musica. I miei miti Aretha Franklin e Whitney Houston. 
Ma soprattutto il mio papà e la mia mamma, che mi hanno insegnato ad amare il mondo delle sette note”. 

A Talent Shot Race ogni concorrente ha sfoggiato il proprio talento. Quando hai scoperto il tuo e come?
       Cantare mi viene naturale, è una delle cose che so fare meglio. Mi aiuta ad aprire il cuore e fare fuoriuscire le emozioni. Già da piccolina quando mio padre metteva in casa i dischi di Aretha Franklin io impazzivo. E’ nato tutto lì, come un incantesimo che mi ha stregato. Nella mia vita la musica è stata una colonna portante, il sottofondo di ogni mia esperienza, positiva o negativa. 

L’arte oltre che ad appassionare e a divertire è sempre stata un potente mezzo di sensibilizzazione alle tematiche sociali. A te quale messaggio piacerebbe comunicare al tuo pubblico?
       Vorrei comunicare alle persone che nella vita si possono incontrare mille difficoltà ma non bisogna mai arrendersi. Non è mai troppo tardi per volare. 
L’esperienza della gara: impressioni, emozioni, aspettative di un finalista.
      Mi sono molto divertita partecipando a Talent Shot Race. E’ stato come un climax di emozioni che ha raggiunto il picco nella serata in cui sono stata ripescata. Davvero non mi aspettavo così tanto calore ed entusiasmo da parte del pubblico, è stata una vera gioia. Farò del mio meglio per regalare ancora il mio meglio a chi mi ascolterà e giudicherà durante la serata finale. 

Il vincitore volerà a Toronto in occasione del World Gay Pride. Se fossi tu ad organizzarlo a quali artisti faresti calcare il palcoscenico?
       Non ho dubbi, farei esibire Madonna. E’ un’artista camaleontica, carismatica, invincibile. La sua musica è universale e durante la sua carriera ha combattuto per la libertà e i diritti LGBT. Come lei ce ne sono veramente poche, è unica. 

      Lasciaci con il tuo messaggio (o avvertimento) per gli avversari.
      Io ce la metterò tutta. Punto alla vittoria ma in primis ad emozionare il pubblico. Darò il 100% per vincere, e per me stessa.  
   

LUQUISHA
Concentro le mie esibizioni sul mondo Puttan Pop, abbinandole a un look trash e kitsch, eccentrico ed impeccabile. Sono un “trasformista”, sempre in evoluzione. Oggi sono così, domani chissà”. 

A Talent Shot Race ogni concorrente ha sfoggiato il proprio talento. Quando hai scoperto il tuo e come?

      Magari è esagerato parlare di talento. Io non mi reputo né un cantante né un ballerino. Credo che la mia più grande predisposizione sia quella di intrattenere il pubblico mantenendo sempre viva l’attenzione. E’ qualcosa che non si impara. Puoi studiare per anni ed eccedere in tecnica, ma se ti manca quel valore aggiunto sei solo un esecutore come tanti altri. Questa mia particolarità l’ho scoperta proprio grazie al Cassero che in questi ultimi mesi mi ha garantito una piena libertà di espressione. Ho iniziato scatenandomi con gli amici in pista per puro divertimento e poi è arrivata la partecipazione a Talent Shot Race. Ormai ogni serata è diventata il pretesto perfetto per esibirmi. 

L’arte oltre che ad appassionare e a divertire è sempre stata un potente mezzo di sensibilizzazione alle tematiche sociali. A te quale messaggio piacerebbe comunicare al tuo pubblico?
      Ho sempre combattuto molte battaglie pur di impormi per quello che sono. Il messaggio che voglio trasmettere con le mie performances è quello che ognuno deve poter esser libero di fare ciò che ama sentendosi fiero di se stesso. Chissene frega se gli altri ti guardano male o ti deridono. La mia sfida consiste nel mettermi in gioco, provocare, stupire, sdoganare ciò che non è ancora socialmente accettato. Ho una grande autoironia che mi permette di potermi prendere poco sul serio senza temere troppo il giudizio altrui. “Oddio, un ragazzo con i capelli lunghi, che si trucca e tiene la barba, che si veste in modo eccentrico e balla sui tacchi come una soubrette…deve morire all’inferno!”. La mia risposta? TACI TROIA! Io mi piaccio così e se non ti va a genio è un problema tuo, io ho sicuramente di meglio da fare. Quando ballo e mi sento giudicato l’unica cosa a cui riesco a pensare è che io sono sul cubo a divertirmi mentre qualcun altro è immobile contro al muro a guardarmi. 
L’esperienza della gara: impressioni, emozioni, aspettative di un finalista.
       Sono molto contento di essere arrivato in finale. Non me lo sarei mai aspettato considerato il livello qualitativo delle esibizioni che a cui abbiamo assistito in questi mesi. Ovviamente voglio vincere e sarei ipocrita a negarlo ma l’unica cosa che mi interessa veramente ora è regalare uno spettacolo favoloso a chi verrà a vedermi. Mi sto preparando tantissimo per le mie esibizioni e spero di arrivare allo scontro finale per poterle eseguire tutte quante.

Il vincitore volerà a Toronto in occasione del World Gay Pride. Se fossi tu ad organizzarlo a quali artisti faresti calcare il palcoscenico?
     A costo di sembrare banale punterei sicuramente su Conchita Wurst, la rivelazione di quest’anno. Può piacere o meno ma quello che rappresenta è sicuramente significativo all’interno del contesto LGBT. Poi ovviamente chiamarei a rapporto l’esercito di icone Puttan Pop che hanno sempre dimostrato interesse e sensibilità verso la questione dei diritti omosessuali come Madonna, Janet, Cher, Kylie, Beyoncé, Lady Gaga, Christina Aguilera e infine Britney Spears. Per quest’ultima ho un vero e proprio debole, la amerei anche se venisse per stare in silenzio e immobile sul palco. 

      Lasciaci con il tuo messaggio (o avvertimento) per gli avversari.
      “Avversari” è brutto, preferisco chiamarli “colleghi”. Comunque direi: “The Show Must Go On” e “Luquisha is watching you!” 
      Mixture ringrazia i quattro finalisti di Talent Shot Race per la loro infinita disponibilità e vi ricorda di non perdere l’appuntamento con la finalissima Mercoledì 28 Maggio alle 22.00 presso il Cassero LGBT center di Bologna. 
     Per ulteriori news vi aspetto sulla pagina Facebook ufficiale https://www.facebook.com/pages/Mixture/251511888197158
Ed ecco qui il link dell’evento per tutte le informazioni sul Big Show di Mercoledì: 
Alla prossima intervista.
Mixture



Due chiacchere con Nazzarena Poli Maramotti, rivelazione di ArteFiera 2014

E’ stata la protagonista dell’ultima edizione di ArteFiera, ha 27 anni, è nata in Emilia Romagna ma vive e studia a Norimberga.
Di chi stiamo parlando? Non perdo altro tempo e vi presento subito la nostra ospite di Marzo, Nazzarena Poli Maramotti, giovane artista che con la sua opera Ohne Titel ha trionfato al concorso Euromobil Under 30 che si è tenuto proprio lo scorso Gennaio in occasione della mostra d’arte moderna più famosa d’Italia in quel di Bologna.

Un importante premio assegnato da una giuria di esperti che, nato per promuovere i giovani artisti e arrivato alla ottava edizione, quest’anno ha visto vincere proprio Nazzarena.
Ai partecipanti era stato richiesto di usare i diversi linguaggi delle arti visive per esprimere la comprensione della contemporaneità. Ma lasciamo che sia lei ora a parlarci del suo mondo di arte!

Nazzarena, come hai saputo del concorso Euromobil Under 30 e cosa ti ha spinto a partecipare?

Per quanto riguarda il concorso Euromobil, è stato il mio gallerista, Dario Bonetta della galleria AplusB di Brescia, a iscrivermi. Non funziona come per gli altri concorsi, essendo un evento interno alla fiera. A mio parere è una bella possibilità e la fiera in se’, un’occasione per entrare in contatto con altri giovani artisti.
Risiedi a Norimberga, perché hai deciso di allontanarti dall’ Italia? E’ vero che in Germania si vive meglio?
Vivo e studio a Norimberga perché ho avuto l’esigenza di cercare un posto in cui avere più possibilità, a livello lavorativo e scolastico. Da un certo punto di vista sono scappata, è vero. Una volta emigrati, però, nonostante possa mancare casa, è molto difficile tornare indietro. Ci si abitua in fretta a vivere dove le cose funzionano meglio. 
Quando hai cominciato a dipingere, e perché?
Da che io mi ricordi, ho sempre disegnato. Questa è anche una delle affermazioni più frequenti, quando si chiede a qualcuno che dipinge, come mai lo faccia. Non ricordo più, quindi, il perché. A dipingere veramente ho iniziato in Germania, però. Prima di trasferirmi ho studiato all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dove, per varie motivazioni logistiche e non, l’avevo sempre evitato.
Se dovessi creare un’opera per rappresentare il mondo che ti circonda cosa rappresenteresti?
Non potrei creare un’opera che descriva il mondo esterno, perché la descrizione non è tra i miei obiettivi. Quello che voglio fare non è parlare del mondo, quanto più farne parte.
La vita di una pittrice: dove dipingi, quando preferisci farlo, e come? Ascolti musica o preferisci creare in silenzio?
Io dipingo in Accademia. Ho continuato in Germania i miei studi e qui è molto diverso. Quasi tutti gli studenti, tranne quelli che si sono trovati un Atelier esterno, lavorano in classe. Si possono avere le chiavi dello studio, quindi possiamo restare quanto vogliamo e venire quando vogliamo. Non c’è chi arriva alle sei a buttarti fuori perché vuole andare a casa nonostante la scuola chiuda alle sette. Inoltre ci sono dei laboratori aperti tutti i giorni, come falegnameria ad esempio, in cui c’è sempre il responsabile pronto ad aiutarti e a insegnarti. Non c’è obbligo di frequenza nei laboratori, ma ci si va quando si ha bisogno. Questo significa anche che al corso per imparare a costruirsi un telaio si è in tre o in quattro e non in trenta. Ora sto divagando, ma per me sono cose importanti. Nella stanza in cui lavoro siamo in quattro e sono raramente sola. Cerco di evitare di disturbare gli altri, quindi ascolto la musica con le cuffiette. Di solito arrivo al mattino e vado a casa alla sera. A scuola controllo anche le mail, perché a casa non abbiamo internet e va bene così. 🙂
Quali consigli daresti a un giovane che desidera intraprendere la strada dell’arte?
Il mio consiglio, anche se ce ne sarebbero tanti che si dovrebbero dare, è quello di tentare di farsi influenzare il meno possibile dalle mode del momento, di cercare di capire quello che si vuole e di portarlo avanti anche se tutti gli altri fanno qualcos’altro. Non bisogna sforzarsi di stupire o sconvolgere.
Un’ultima domanda Nazzarena, cosa significa per te essere un artista?
Essere un artista vuol dire, per me, aver la possibilità di vivere di quello che amo. Si può vedere la figura dell’artista sotto vari aspetti. L’ideale è riuscire a fare della propria passione, il proprio mestiere, ma bisogna fare attenzione e cercare di non cadere in un meccanismo di puro mercato. 
“Ohne Titel/ Senza Titolo”, l’opera con cui Nazzarena ha vinto il premio Euromobil Under 30


Mixture ringrazia Nazzarena per la sua disponibilità. 
Per scoprire a chi sarà dedicata la prossima Intervista a mille tinte, visitate e mettete un “mi piace” alla pagina Facebook di Mixture, rimarrete sempre aggiornati sulle ultime novità!
Alla prossima intervista!

Il Colore dei Sogni – Claudia

                   Chiudi gli occhi e comincia ad immaginare. Fatti trasportare dal vento della libertà, i sogni sono il motore della vita.
 Su Mixture storie di coraggio, ambizione, dedizione, passione, desideri, amore, progetti da realizzare. Pronti, partenza, si vola!

Ho incontrato Claudia per la prima volta all’uscita di una discoteca a Bologna. Era a suo agio, rideva, scherzava con tutti; mi ha regalato un indimenticabile e genuino sorriso  pur non conoscendomi. Una di quelle classiche persone che splendono. Il giorno dopo le ho richiesto l’amicizia su Facebook, volevo saperne di più su quella ragazza che sembrava appena uscita dal Paese delle Meraviglie. Abbiamo parlato un po’, discusso del più e del meno, condiviso idee e pensieri di due perfetti sconosciuti nonostante avessi l’impressione di chattare con un’amica di lunga data, una confidente fidata pronta ad ascoltare per ore ed ore.
Non impiega molto a rivelarmi il suo sogno, che scoprirete fra poco. Più ci smessaggiamo più mi viene voglia di rivederla. Ci diamo appuntamento per un aperitivo a Bologna, la città dove entrambi viviamo. Un abbraccio e via, siamo seduti davanti a un cocktail. E’ in quel bar che Claudia si racconta con scioltezza e mi offre la possibilità di cogliere tutte le sue sfumature. Parla della sua vita e la narra come se fosse una fiaba, e si sa tutte le fiabe hanno un lieto fine che però va conquistato con non poca fatica. Ho davanti a me una ragazza di 26 anni spontanea, diretta, libera, felice. I suoi grandi occhi vispi occhi brillano mentre chiaccheriamo. C’è una costante nelle sue parole ed è il sorriso. Quello non lo perde proprio mai. Sembra un pacco regalo da scartare, la sua gioia è contagiosa e ti viene voglia di condividerla, di raccontarla al mondo intero. L’abbiamo fatto qui. Come tutti i contenuti di questo blog, questa rubrica è stata ispirata da una persona specifica, e in questo caso è proprio Claudia. Colgo quindi l’occasione per ringraziarla della disponibilità e augurarle un giorno di realizzare tutti i suoi sogni anche se per me è già una vincente e bastano queste poche righe per rendersene conto. In bocca al lupo, amica.

Ecco il suo resoconto, queste sono le sue parole, non le ho cambiate, lascio che sia lei a raccontarvi tutto. Buona lettura.  

Mi presento, il mio nome è Claudia.
Ho  26 anni, sono di origini senegalesi ma sono nata e cresciuta in Italia.
La mia vita è stata caratterizzata da diverse avventure e sventure.
I miei genitori sono venuti dall’Africa in Italia come la maggior parte dei miei connazionali che lasciano il proprio paese d’origine
sperando di trovare  fortuna per realizzare i propri sogni.
Nonostante i problemi dei miei genitori e le mille difficoltà incontrate,
mi reputo una persona fortunata, fortunata per quello che sono riuscita ad ottenere oggi, e per le persone incontrate nel mio cammino.
Purtroppo la vita non mi ha fatto viaggiare in “prima” come canta Ligabue in suo pezzo, ma sento comunque di essermi riuscita a prendere una rivincita.

La mia passione più grande è la musica.
Amo smisuratamente per il canto.
Questa passione mi è stata trasmessa da mio padre,
che fin da bambina mi ha fatto ascoltare canzoni
di cantanti che tuttora stimo e apprezzo nel panorama musicale,
come Aretha Franklin, Ella Fitzgerald, Tina Turner e Whitney Houston.
Dando uno sguardo al mio percorso penso a quanto sono cresciuta e maturata in questi anni. Ho vissuto per 10 anni in una casa d’accoglienza per ragazze con  problemi familiari, e da circa un anno ho fatto un grande passo decidendo di vivere per conto mio.
Ho trovato un’ occupazione come impiegata presso un azienda in cui mi trovo bene e in cui mi sento voluta bene e rispettata, cosa non scontata nel mondo del lavoro.
Riesco a mantenermi e ad essere autonoma,
cose che forse nemmeno io pensavo di poter fare.


Nell’estate del 2010
ho preso parte ai casting di X Factor in onda su Raidue partecipando come aspirante cantante,
in quanto il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di vivere di musica.
Ahimè non sono riuscita ad accedere alle puntate serali del programma, ma mi sono classificata tra i primi 30 cantanti finalisti.

Il mio provino è stato caratterizzato dalle emozioni.
Cantai un pezzo di Duffy dal titolo “Warwick Avenue”, che toccò molto i giudici che quell’anno erano Anna Tatangelo, Mara Maionchi, Enrico Ruggeri ed Elio.
Ricordo che alla fine del provino si commossero fino alle lacrime,
in particolare Anna Tatangelo e Mara Maionchi.
E’ stata una delle esperienze più belle della mia vita, che ricordo sempre con immensa gioia.

Nonostante le difficoltà sono riuscita ad essere forte, e forse il riscatto a cui faceva riferimento Anna Tatangelo parlando di me ai casting era proprio questo.
Oggi le difficoltà che ho incontrato non le considero un punto di debolezza, ma punti di forza.
Forza che mi accompagna giorno per giorno, e che forse senza certe esperienze non avrei mai avuto.
Claudia

Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare“.
Franco Battiato

A volte dimostra più forza una persona che insegue il suo sogno di una che lo afferra“.
Gintama

E se ci chiudono la porta dei sogni, siamo già morti“.
Roberto Benigni

Ed ecco l’emozionante provino di Claudia ad XFactor:

 Al prossimo sogno, sempre qui su Mixture.